Un prodotto finanziario introdotto nel 1994 per commercializzare i rischi di insolvenza di obbligazioni o prestiti (un contratto bilaterale over-the-counter in cui il venditore si impegna a effettuare un pagamento all’acquirente in caso di un evento creditizio specifico in cambio di un pagamento fisso o di una serie di pagamenti fissi). Il CDS è quindi un prodotto derivato dall’attività sottostante: un derivato e praticamente un premio assicurativo per il rischio di default, un trasferimento del rischio di credito. Ciò significa più precisamente che viene negoziato solo il rischio, ma non anche – come si legge persino nei libri di testo! – il credito nel suo complesso. – Con la stipula di un CDS, il venditore della protezione (pagatore a tasso fisso) si impegna a effettuare un pagamento di compensazione all’acquirente della protezione (pagatore a tasso variabile) nel caso in cui si verifichi un evento creditizio definito con precisione – di solito facendo riferimento agli accordi quadro dell’International Swaps and Derivates Association, ISDA. In cambio, riceve un premio dall’acquirente della protezione. L’importo del premio dipende principalmente – dal merito creditizio del cedente, ossia del debitore di riferimento, – dalla durata del contratto, – dall’esatta definizione dell’evento creditizio, come ad esempio inadempienza, inadempienza parziale, inadempienza totale, ecc: l’inadempienza, l’inadempienza parziale, l’inadempienza totale e – il merito di credito dell’assuntore del rischio. – Il premio per i CDS è diventato nel frattempo un indicatore ampiamente osservato della qualità del credito di società, banche e, nel caso dei titoli di Stato, persino di interi Paesi. I CDS sono ancora negoziati over-the-counter; ciò consente di formulare richieste molto specifiche e non standardizzate da parte di entrambe le controparti. Il mercato dei CDS spesso anticipa i declassamenti di rating. – Il volume dei CDS è aumentato vertiginosamente da 1.000 miliardi di dollari nel 2002 a 17.000 miliardi di dollari alla fine del 2005 ed è salito a 62.000 miliardi di dollari nell’autunno 2008: si tratta di una dimensione pari al prodotto nazionale lordo del mondo intero. I partecipanti a questo mercato del trasferimento del rischio di credito non sono solo le banche, ma anche gli hedge fund e i fondi pensione. – Dopo la crisi dei subprime, le banche centrali e le autorità di vigilanza hanno compiuto maggiori sforzi per rendere più trasparente il mercato dei CDS. I requisiti di rendicontazione erano bassi e il trading non era regolamentato. Le controparti, in particolare le compagnie assicurative statunitensi debolmente regolamentate, si sono trovate in difficoltà nel corso della crisi finanziaria seguita alla crisi dei subprime. Le banche hanno di conseguenza subito perdite significative di voci di credito del portafoglio di negoziazione, in un momento in cui gli istituti sono stati gravati dal ritiro di attività in gran parte illiquide dalle società veicolo. Solo l’Eurex Credit Clear, istituito su insistenza della Commissione europea, ha portato un po’ più di solidità a questo mercato. – Vedi Collateralised Debt Obligation, sintetico, Credit Default Swap Indices, Euronet, nodo, derivato di credito, pooling of collateral, assicurazione di portafoglio, rating, speculazione, distruttivo, cessione del trade. – Cfr. Relazione annuale 2003 della BaFin, pag. 22, Relazione mensile della Deutsche Bundesbank del dicembre 2004, pag. 43 e segg. (in cui vengono presentati anche molti dettagli del mercato e panoramiche), Relazione mensile della Deutsche Bundesbank dell’ottobre 2005, pag. 87 (i CDS come espressione dell’opinione del mercato sulla solvibilità di una banca; pag. 88: premi 2003-2005 delle banche tedesche a confronto), Relazione mensile della Deutsche Bundesbank del marzo 2006, pag. 37 e segg. (informazioni anche sul contesto normativo), cfr. Relazione annuale 2007 della BaFin, pag. 31 e segg. (brusca inversione di tendenza nei CDS a seguito della crisi dei subprime; panoramica), Relazione annuale 2008 della BaFin, pag. 46 (requisiti di trasparenza post-negoziazione), BaFin Annual Report 2009, pag. 164 e segg. (reclami relativi ai certificati Lehman), Deutsche Bundesbank Annual Report 2010, pag. 91 (premi dal 2007 al 2011), BaFin Annual Report 2010, pag. 29 (CDS per le grandi banche tedesche 2009 e 2010 Relazione mensile della Deutsche Bundesbank del novembre 2011, pag. 45 (premi per credit default swap dal 2007), Relazione annuale 2012 della BaFin, pag. 34 (premi dal 2009), nonché la rispettiva Relazione annuale della BaFin, capitolo “Contesto economico”.
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Professore universitario Dr. Gerhard Merk, Dipl.rer.pol., Dipl.rer.oec.
Professor Dr. Eckehard Krah, Dipl.rer.pol.
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