Un termine più raro per i derivati. Talvolta – in modo piuttosto ambiguo – il termine capitale ibrido viene utilizzato anche per i derivati – cfr. la panoramica contenuta nel Rapporto mensile della BCE del maggio 2000, pag. 42; BaFin Annual Report 2008, pag. 50 (revisione della direttiva bancaria in relazione ai prodotti finanziari ibridi), BaFin Annual Report 2009, pag. 49 e segg. 49 s. (ulteriore revisione; linee guida del CEBS, catalogo delle caratteristiche), Relazione annuale 2010 del BaFin, pag. 125 (la direttiva sull’adeguatezza patrimoniale, che è entrata in vigore, definisce in modo più preciso l’ammissibilità delle componenti di capitale ibrido come fondi propri di vigilanza).
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Professore universitario Dr. Gerhard Merk, Dipl.rer.pol., Dipl.rer.oec.
Professor Dr. Eckehard Krah, Dipl.rer.pol.
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