La richiesta – soprattutto da parte di alcuni Paesi in deficit all’interno dell’UE, sollevata intorno al 2010 e poi ripresa come proposta dalla Commissione UE – di equiparare i costi salariali in tutta l’UE. Il contesto di tali richieste è che il successo delle esportazioni di alcuni Paesi – come la Germania e i Paesi Bassi in particolare – può essere attribuito al fatto che il rapporto costi salariali è troppo basso rispetto ad altri Stati membri. – Tra l’altro, non si tiene conto del fatto che l’aumento dei salari in un Paese in surplus dell’UE non può minimamente risolvere le debolezze strutturali di un Paese in deficit. Ogni membro della comunità deve garantire che la sua economia diventi più competitiva. – Si veda bail-out, ClubMed, euro-obbligazioni, comune, Stati dell’euro, azzardo morale, solidarietà, finanziario, differenziali di crescita, area intra-valutaria, area valutaria, ottimale. – Cfr. Relazione mensile della Deutsche Bundesbank di maggio 2014, pag. 23 e segg. (salari nominali nell’area dell’euro in relazione alle misure di aggiustamento; riferimenti; panoramiche).
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Professore universitario Dr. Gerhard Merk, Dipl.rer.pol., Dipl.rer.oec.
Professor Dr. Eckehard Krah, Dipl.rer.pol.
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