Capitale ibrido

Componenti del capitale che presentano caratteristiche sia di capitale proprio che di debito. Per la sua capacità di assorbire le perdite, questa forma di capitale ha una notevole importanza per la vigilanza. Fino all’entrata in vigore della Direttiva sull’adeguatezza patrimoniale, il capitale ibrido era costituito principalmente dall’emissione di certificati di partecipazione agli utili e di partecipazioni tacite. Dal 2010, il nuovo § 10, comma 4, della legge bancaria tedesca (KWG) stabilisce requisiti qualitativi e quindi neutrali dal punto di vista della forma del capitale per il riconoscimento del capitale ibrido come capitale di base delle banche. – Vedi tassazione degli utili, banca ibrida, assorbimento delle perdite. – Cfr. Relazione annuale 2010 della BaFin, pag. 125 (la direttiva sull’adeguatezza patrimoniale, che è entrata in vigore, definisce con maggiore precisione l’ammissibilità delle componenti di capitale ibrido come fondi propri regolamentari presso gli istituti).

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Professore universitario Dr. Gerhard Merk, Dipl.rer.pol., Dipl.rer.oec.
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Zitieren

Merk, G. (Hrsg.): „Capitale ibrido“. In: Finanz- und Wirtschaftslexikon. https://www.gerhardmerk.de/capitale-ibrido/ (Stand: 09.09.2022).

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