Tassa di collazione
Un documento con la stessa dicitura per operazioni legali e commerciali, come un permesso minerario sovrano, doveva essere rilasciato in numerose copie (nell’esempio: – per l’archivio [chiamato anche deposito nei documenti più antichi], – per vari ministeri, – per l’ispettorato capo delle miniere, – per l’ispettorato divisionale delle miniere, – per il barman locale, – per un numero maggiore di azionisti delle miniere, avventurieri, in quanto proprietari delle quote minerarie con il diritto alla rendita e l’obbligo di versare sussidi se l’unione mineraria necessitava di ulteriori fondi) da parte di diversi copisti; scrivani, copisti); le macchine da scrivere si sono diffuse solo dopo il 1880. Soprattutto nel caso di dati numerici, ciò ha spesso comportato errori di copiatura (scivoloni sulla penna, errori di trascrizione). – Un funzionario appositamente assunto (collazionatore) doveva quindi controllare e confermare con le autorità che la rispettiva copia corrispondeva al documento originale. I costi sostenuti per questo, insieme alla tassa di cancelleria, sono stati trasferiti ai beneficiari (in questo caso: gli operatori di un’operazione mineraria, i commercianti). – Vedi denaro di certificazione, denaro di garanzia, denaro di cancelleria.
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Professore universitario Dr. Gerhard Merk, Dipl.rer.pol., Dipl.rer.oec.
Professor Dr. Eckehard Krah, Dipl.rer.pol.
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https://www.jung-stilling-gesellschaft.de/merk/
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