Mancia (gratuità)
pagamento in contanti come riconoscimento speciale per un servizio (mancia da dare in cambio di un servizio, oltre il compenso pattuito) e comune soprattutto nel settore alberghiero e della ristorazione. Spesso è incluso nel prezzo del servizio come denaro di servizio (bakshish). Nei documenti antichi, la mancia è chiamata anche bath money, cup money, bibal money e gratial. Un’etimologia diffusa – ovviamente in fondo umoristica – di “mancia” afferma che si tratta di un’abbreviazione che sta per “assicurare la prontezza”. – Pagamento di denaro allo scopo di ottenere vantaggi speciali, specialmente da parte di funzionari pubblici (tangente; denaro di mano, bustarella; chiamato anche denaro grasso nella letteratura più antica). – Nei documenti antichi spesso si tratta anche di un’imposta sul consumo di birra, vino e sidro, in pratica un’imposta sulle bevande; in alcune zone, in passato, era chiamata anche Datzgeld e Detz. – Nelle birrerie, ancora oggi, un gettone (chip, token) con il quale i dipendenti possono ottenere una certa quantità di birra gratuita dal proprio datore di lavoro come pagamento in natura; un tempo la bevanda della casa era una parte fissa del salario dei birrai. – Vedi TFR, Beer money, Douceur, Friendship deal, Secret money, Money gesture, Equal money, Coffee cash, Kruger money, Octroi, Peep, Préstamo, Shipowner money, Refund, Suff money, Taxe, Umgeld, Ungeld, Centimetre money.
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Professore universitario Dr. Gerhard Merk, Dipl.rer.pol., Dipl.rer.oec.
Professor Dr. Eckehard Krah, Dipl.rer.pol.
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